• CPAG Web

Cuore e piedi del mondo. Allo stesso modo oggi rivivo nella memoria il viaggio vissuto quest’estate

“In piedi nei piedi il coraggio che ho, che mi porti lontano per sentire vicino;

e metto i miei piedi nella vita che c’è [..]”1

“Spogliarsi nudi per i poveri è facile, vestire i panni del povero è la vera sfida”, e io aggiungo

che sempre vestire i panni dell’altro, in ogni situazione, è sfida. Ed in Africa io ho sentito di

essere l’Altro, il Diverso, per chi incontravo. A casa sua . Non ero più l’ospitante, ma l’ospite.

Ed ho incontrato molti modi di essere e di stare nella relazione: incontro, accoglienza,

diffidenza, entusiasmo, allontanamento, paura, curiosità. Ho sentito, laggiù , che cosa può

provare l’Altro quassù . E attraverso l’esempio di don Romano ho sentito le fatiche e le

opportunità che può portare l’incontro con un’altra cultura, il farsi Altro da sè, senza smettere

di appartenere alla cultura originaria. Sentire che la differenza arricchisce di visioni, di

strumenti per capire il mondo, per conoscere l’uomo (che molto si assomiglia ad ogni

latitudine). Mettersi nei panni dell’altro è significato anche non riempire ossessivamente le

giornate; il coraggio di rispondere “Niente” alla domanda “Che cosa hai fatto quando eri

giù?”. Ho fatto poco, ma incontrato molto. Incontrato persone e situazioni, anche di povertà,

ma molto spesso solo materiale, che rifletteva una grande ricchezza di cuore, di speranza e

di desiderio di cambiamento, di sogni, che arrivava dagli sguardi e dai sorrisi di ogni persona

incontrata.

Che cos’hanno visto i tuoi occhi? Cosa ricorda il tuo cuore?