"Abbiate fiuto di trovare il Signore"

Gli ultimi numeri dicevano 57.000, e invece ci sono stati 80.000 adolescenti con Papa Francesco all’appuntamento di Lunedì dell’Angelo. Una Piazza San Pietro che per la prima volta dall’ormai famoso 27 marzo 2020, si è riempita di persone. Lo stesso Papa lo ha ricordato all’inizio del suo intervento dicendo che la Piazza era come “se fosse stata a digiuno: e quando uno prende poi a mangiare di nuovo si riempie subito”. Ed è stato davvero bello vedere tutti questi adolescenti che fin dalle prime ore del pomeriggio ha riempito di gioia e festa la Piazza: alcuni sono partiti il giorno prima, altri, come il nostro gruppo diocesano di 300 persone, la mattina stessa; tutti insieme per confermare la nostra fede nelle mani del successore di Pietro.

L’emozione per i ragazzi è stata davvero molta, aiutata dalla partecipazione alla festa anche del cantante ultimo vincitore di Sanremo Blanco, idolo dei teenagers, che ha fatto cantare tutta la piazza con “Blu celeste”, di Matteo Romano e di Giovanni Scifoni, il dottor Enrico Sandri nella serie RAI “Doc – nelle tue mani”.

Poi, il momento tanto atteso: all’entrata di papa francesco la Piazza è esplosa in un boato che è continuato per tutto il tragitto della papamobile fino in via della conciliazione dove erano presenti gli adolescenti che non erano riusciti ad entrare dentro il colonnato. Dopo aver ascoltato il brano del Vangelo di Giovanni 21 con il titolo dell’evento #SEGUIMI e le testimonianze di ragazzi che hanno vissuto il buio nella loro vita, c’è stata la lettura della lettera che Mattia Piccoli di Concordia, 12 anni e Alfiere della Repubblica, che ha raccontato il suo servizio a casa con il papà malato di Alzheimer come un “atto di amore”. Quindi il papa ha preso la parola invitando gli adolescenti a far uscire le loro emozioni, soprattutto la paura, raccontandole a qualcuno perché “le crisi vanno illuminate per vincerle”, e soprattutto li ha invitati a “buttarsi nella vita […] perché crisi vanno illuminate per vincerle”.

Davvero un pomeriggio dove si è respirato il profumo – e forse anche l’odore – di una Chiesa giovane e che attraverso i più giovani – come nel brano di Gv 21 – sa riconoscere dov’è il Signore.